Web squared: evoluzioni del web
Vi consiglio di leggere l’interessante articolo disponibile qui per avere una vaga percezione della direzione verso la quale sta evolvendo il web dopo la rivoluzione del web 2.0.
Il web semantico, da alcuni indicato come web 3.0, non è forse pienamente rappresentativo per indicare ciò che realmente ci aspetta e che il guru Tim O’Reilly, già ideatore del termine web 2.0, ha definito come “web al quadrato”.
Già da tempo in rete si parla di “internet delle cose” (a tal proposito vi consiglio di dare un’occhiata a questo sito) per indicare una rete dove ad essere interconnessi non sono soltanto i tradizionali computer ma anche una serie di dispositivi muniti di sensori in grado di leggere ed inviare informazioni in rete. Non stiamo parlando soltanto di smartphone e cellulari evoluti ma più in generale di oggetti dotati o meno di una propria capacità computazione ed interconnessi in rete in grado di inviare (se intelligenti) o di fornire (se passivi come alcuni tag Rfid) informazioni e dati da condividere.
Siamo alle porte di una nuova era nella quale il web si arricchirà non soltanto dei contenuti inviati dagli utenti (testo, foto, video) ma anche di informazioni provenienti da sensori evoluti in grado di garantirci l’accesso ad un quantitativo di informazioni ancora superiore. Applicazioni, sino a poco tempo fa, di esclusiva competenza militare e note con il termine di “realtà aumentata” diventeranno di pubblico dominio aprendo scenari fino ad oggi inimmaginabili.
Non resta quindi che dare libero sfogo alla propria fantasia ed iniziare a pensare alle infinite possibilità che ci sono offerte da questi nuovi scenari. Come in ogni epoca di rivoluzione le cose da fare sono tante e le possibilità che si vengono a creare numerosissime. Tocca a noi saperle sfruttare per il bene comune e per una crescita sia personale che collettiva.
Da sviluppatore di software non vi nascondo di sentirmi eccitato nel pensare alle tante applicazioni che aspettano di essere pensate, ideate e create per sfruttare queste nuove tecnologie.
Aspetto i vostri commenti e le vostre riflessioni augurandovi nel frattempo un buon lavoro!
Ciao Mirco,
ho letto con interesse i link collegati proposti, anche se, visto il mio basso livello d’inglese, ho fatto molta fatica (e non so se ho capito tutto).
Quello che ho inteso è che, nel prossimi anni, o già ora, si inizierà a raccogliere e condividere, nuove tipologie di dati.
Forme di acquisizione, di catalogazione e di ricerca, stanno mutando e gli sviluppatori si troveranno a pensare a nuove forme per lo sfruttamento di queste nuove offerte.
Sta cambiando anche il modo di fruirne, non più solo legato ad una forma bidimensionale e dinamica, ma andante verso una maggiore “immersione” del fruitore all’interno dei dati stessi (penso alla realtà aumentata).
Quello che mi preoccupa è che i dai non verranno più solo prodotti dai naviganti, ma che saranno anche prodotti in modo autonomo dai dispositivi.
Al momento siamo catalogati dai motori di ricerca che, in base ai nostri gusti di navigazione e ricerca ci propongono delle pubblicità; non vorrei che, in futuro? Ora?, venissimo scandagliati anche in funzione di quello che facciamo quotidianamente.
so long
Andrea