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	<description>Innovazione, tecnologia, religione, racconti...e scorci di vita vissuta</description>
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		<title>Settimana della Cultura 2010: cosa non ha funzionato?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 22:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso, anche se con qualche giorno di ritardo a causa della mole di lavoro di questi mesi, ecco alcune considerazioni su cosa non ha funzionato riguardo agli eventi organizzati da LanghiranoValley.it in occasione della passata edizione della Settimana Nazionale della Cultura (per maggiori dettagli rimando ai miei precedenti post atto I e atto II [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso, anche se con qualche giorno di ritardo a causa della mole di lavoro di questi mesi, ecco alcune considerazioni su cosa non ha funzionato riguardo agli eventi organizzati da LanghiranoValley.it in occasione della passata edizione della Settimana Nazionale della Cultura (per maggiori dettagli rimando ai miei precedenti post <a href="http://www.mircoferrari.it/blog/?p=148">atto I</a> e <a href="http://www.mircoferrari.it/blog/?p=156">atto II</a> e al <a href="http://www.langhiranovalley.it/canale_video.php">materiale video</a> realizzato).</p>
<p>Procederò in ordine sparso, visto che l&#8217;ora è tarda, una dura giornata di lavoro inizia a pesare sulle mie spalle e il letto inizia a sussurrare in modo insistente e quanto mai attraente il mio nome.</p>
<p>Prima di tutto una scarsa affluenza di pubblico. Ammetto che mi aspettavo di fare qualche numero in più. Vuoi perchè la presenza di relatori validi, competenti e conosciuti attira sempre, vuoi perchè le tematiche affrontate, a mio avviso, erano più che mai attuali e di interesse collettivo. Chi non è venuto avrà avuto le sue buone motivazioni e i suoi più che validi impegni ma chi era presente, con il suo interesse, le sue domande e la sua partecipazione è stato davvero eccezionale ed ha colmato così il vuoto dei posti lasciati vacanti. </p>
<p>Sarà colpa dell&#8217;orario? Indubbiamente un incontro formativo prima di cena, dopo una giornata di lavoro/studio, può essere impegnativo a tal punto da scoraggiare molti o forse le partite di calcio, la birretta al bar con gli amici, i soldi immancabilmente persi alle slot machine hanno un appeal più forte di qualunque iniziativa culturale. Può darsi&#8230;e forse nemmeno a torto.</p>
<p>In secondo luogo, la totale assenza ad entrambe le serate, delle istituzioni politiche del territorio ad un&#8217;iniziativa patrocinata dal Comune stesso mi ha lasciato un pò di amaro in bocca. Proprio così&#8230;ci sono rimasto male. Non che io sia un&#8217;importante autorità da incontrare e a cui rivolgersi, anzi, tutt&#8217;altro, ma un minimo di attenzione in più me la aspettavo. Chi non c&#8217;era avrà comunque avuto i suoi più che validi motivi che non sta a me sondare e sui cui mi guardo bene dall&#8217;indagare.</p>
<p>In terzo luogo anche l&#8217;assenza della scuola superiore locale, l&#8217;Itsos di Langhirano, debitamente invitata grazie al supporto e all&#8217;aiuto di Francesco Bolzoni, mi ha lasciato perplesso e basito. Una scuola superiore che si occupa di informatica e di tecnologia, in un luogo come Langhirano che non vede molti eventi del genere durante l&#8217;anno, e nessun partecipante. I nostri giovani non si muovono se non forzatamente spinti e condotti dai propri insegnanti? Questo sta forse a significare che nulla interessa loro degli argomenti trattati? O ancor peggio che è loro convinzione quella di sapere già tutto? Chissà, essendo loro i professionisti del futuro, rimandiamo ai posteri l&#8217;ardua sentenza.</p>
<p>Penso che come analisi possa bastare e non mi sembra di scorgere altri punti negativi sulle due serate. La cosa che più di tutte mi fa piacere è che l&#8217;incoraggiamento degli amici, un&#8217;organizzazione interna che a mio avviso è migliorata rispetto allo scorso anno, la consapevolezza che c&#8217;è ancora tanto lavoro da fare e la voglia di farlo uniti al desiderio di migliorare costantemente mi spronano a continuare sulla strada intrapresa con sempre maggiore entusiasmo e determinazione. </p>
<p>Almeno non finirò tra quelli che in paese si lamentano e basta sulla mancanza di possibilità e attività&#8230;</p>
<p>Stay Hungry. Stay Foolish</p>
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		<title>Settimana della Cultura 2010 &#8211; Atto II</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 21:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso venerdì si è tenuto il secondo evento organizzato da LanghiranoValley.it in occasione della XII Settimana Nazionale della Cultura. Al centro della serata il sistema operativo Linux, il mondo Open Source e il tentativo di ricercare, seppur in modo superficiale visto il poco tempo a disposizione, un pò di etica nel freddo mondo dell&#8217;information [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso venerdì si è tenuto il secondo evento organizzato da LanghiranoValley.it in occasione della XII Settimana Nazionale della Cultura. Al centro della serata il sistema operativo Linux, il mondo Open Source e il tentativo di ricercare, seppur in modo superficiale visto il poco tempo a disposizione, un pò di etica nel freddo mondo dell&#8217;information technology.</p>
<p>Un ringraziamento speciale devo farlo ai ragazzi del LUG Parma (in particolare Marco Albanese e Alfredo Cosco che hanno tenuto i due interventi) che hanno accettato il mio invito e hanno presentato in modo semplice ma puntuale e preciso le diverse attività svolte dal gruppo, aiutandoci a riflettere su un business model, quello open, molto lontano dalle tradizionali logiche economico-commerciali e forse, per certi aspetti, più vicino alla gente e rivolto al bene comune. </p>
<p>Abbiamo così tentato, per il secondo anno consecutivo, all&#8217;interno del progetto LanghiranoValley.it, ambizioso e forse anche megalomane, di regalare ai Langhiranesi qualche spunto di riflessione per crescere, maturare ed imparare ad utilizzare le enormi potenzialità tecnologiche oggi a disposizione della maggior parte di noi. Ci siamo riusciti? Abbiamo fallito? Domande dalle difficili risposte che però, credo, non tocca a noi affrontare. Noi ci abbiamo provato e ancora ci proveremo perchè crediamo in ciò che stiamo facendo e nell&#8217;importanza di un&#8217;educazione tecnologica che sia per tutti e alla portata di tutti.</p>
<p>Grazie anche a quanti hanno partecipato a questo incontro e ancora una volta, un grande grazie, alle aziende che hanno offerto l&#8217;aperitivo di fine incontro: Azienda Agricola &#8220;Gola mi fa&#8221; di Lini Fattori, Azienda Vitivinicola Lamoretti, Prosciutto &#038; Vino da Alo, Terra ed Oro di Adele Groppi e MF Labs di Mirco Ferrari (si, sono sempre io). Chi era presente ha potuto toccare con mano l&#8217;alta qualità dei loro prodotti e la forte competenza e professionalità che infondono con infinita passione nel loro lavoro quotidiano, simbolo e segno di eccellenza del nostro territorio.</p>
<p>Naturalmente, come in tutti gli eventi e in tutte le manifestazioni, ci sono stati anche aspetti negativi e cose che non hanno funzionato e che meritano la giusta attenzione. Ma li analizzerò in un post a parte, nei prossimi giorni, quando avrò finito di codificare i video delle due serate e pubblicato il materiale messo a disposizione dai relatori.</p>
<p>E intanto&#8230;stiamo già pensando al prossimo evento!</p>
<p>A presto,<br />
Mirco </p>
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		<title>Spamphish&#8230;si può dire?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 21:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi mentre stavo passando rapidamente in rassegna le e-mail filtrate dal servizio antispam di Thunderbird ho notato il seguente messaggio: Inizialmente ho pensato ad un errore del filtro ma poi, ad un esame più attento, ho subito visto che il link reale a cui rimandava l&#8217;e-mail non corrispondeva a quanto scritto. Il Phishing abbandona così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mentre stavo passando rapidamente in rassegna le e-mail filtrate dal servizio antispam di Thunderbird ho notato il seguente messaggio:</p>
<p><a href="http://www.mircoferrari.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/twitter-spam.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.mircoferrari.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/twitter-spam-300x142.jpg" alt="" title="twitter-spam" width="300" height="142" class="aligncenter size-medium wp-image-154" /></a></p>
<p>Inizialmente ho pensato ad un errore del filtro ma poi, ad un esame più attento, ho subito visto che il link reale a cui rimandava l&#8217;e-mail non corrispondeva a quanto scritto. </p>
<p>Il Phishing abbandona così la tradizionale maschera delle Poste e degli Istituti Bancari più o meno conosciuti per darsi un tocco più social?</p>
<p>Non ho saputo tenere a freno la mia curiosità e, con le dovute precauzioni, ho seguito il link fasullo e mascherato contenuto all&#8217;interno della mail. Tanta strada per arrivare ad una farmacia on-line che proponeva Viagra, Cialis ed altre amenità simili a prezzi stracciati. In poche parole&#8230;spam!</p>
<p>Ma allora si tratta di Spam oppure di Phishing? Sino ad ora ho sempre visto mail di spam mirate a pubblicizzare i servizi e gli e-shop più assurdi e proibiti di questo pianeta in modo più o meno diretto ma mai attraverso un link mascherato e fittizio, tecnica utilizzata nei tentativi di phishing. In questo caso però non mi pare ci sia stato nessun tentativo di carpire dati riservati e personali ma semplicemente di far arrivare l&#8217;ignaro utente al sito di una farmacia on-line per indurlo ad acquistare. Tutto questo sfruttando la sobrietà e semplicità di un&#8217;email apparentemente proveniente dal canale Twitter.</p>
<p>Quindi&#8230;spam, phishing o spamphish? <img src='http://www.mircoferrari.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Settimana della Cultura 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 23:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il secondo anno consecutivo, all&#8217;interno del progetto LanghiranoValley.it, abbiamo deciso di organizzare due serate gratuite di &#8220;sensibilizzazione tecnologica&#8221; in occasione della Settimana Nazionale della Cultura, giunta alla sua XII edizione. Ci poniamo un obiettivo semplice e diretto: far conoscere alla gente le aziende che fanno parte di questo progetto di promozione del territorio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il secondo anno consecutivo, all&#8217;interno del progetto LanghiranoValley.it, abbiamo deciso di organizzare due serate gratuite di &#8220;sensibilizzazione tecnologica&#8221; in occasione della Settimana Nazionale della Cultura, giunta alla sua XII edizione. Ci poniamo un obiettivo semplice e diretto: far conoscere alla gente le aziende che fanno parte di questo progetto di promozione del territorio e parallelamente contribuire ad una crescita culturale del paese verso le tematiche dell&#8217;innovazione, della tecnologia ed in particolare dei nuovi media di comunicazione.</p>
<p>Perchè lo facciamo? Cosa ci spinge ad investire ore del nostro tempo (e del nostro sonno) nell&#8217;organizzazione di queste serate gratuite? Solo la passione per il nostro lavoro e l&#8217;amore per la nostra terra? Non solo. Non siamo dei benefattori del popolo e nemmeno ci troviamo nella felice condizione di poterlo essere. C&#8217;è sicuramente il desiderio di farsi conoscere dal punto di vista lavorativo e professionale e dare visibilità alla propria attività e alla propria professione. Ma vi assicuro che la componente passionale ed emotiva legata alla possibilità di creare qualcosa all&#8217;interno di un &#8220;piccolo&#8221; paese come quello dove viviamo è più forte di ogni brama pubblicitaria e/o promozionale. Non amiamo lamentarci e piangerci addosso, denunciando un paese dove non esitono opportunità. A noi piace crearci le nostre opportunità e i nostri spazi. </p>
<p>Da poche ore si è concluso il primo dei due appuntamenti. Focus della serata l&#8217;attuale e scottante tema della sicurezza informatica e della tutela della privacy nell&#8217;era di internet. Avrei voluto scrivere questo post qualche giorno fa, per segnalare l&#8217;evento, ma il tempo è sempre tiranno e così mi trovo a buttare giù a caldo le impressioni sulla prima serata. Soddisfatti o rimborsati? Personalmente soddisfatti. L&#8217;affluenza di pubblico non è stata altissima ma le persone presenti in sala erano tutte fortemente motivate ed attente. A dimostrarlo sono state le tante domande a tema fatte alla fine del talk. Parlo al plurale e non al singolare perchè il merito della realizzazione di questa serata è legato alla disponibilità di tante persone che penso, senza forse osare troppo, possano condividere questi miei sentimenti.</p>
<p>L&#8217;amico Roberto, relatore di questa prima serata, è stato bravissimo. Non lo dico alla leggera e per dovere ma perchè credo sia stato capace, in un arco temporale davvero ridotto, di rendere semplici ed appetibili a tutti i presenti dei temi complessi e molto vasti come quelli trattati, in modo fortemente competente e professionale. Lo ringraziamo anche attraverso le righe di questo blog per aver accettato l&#8217;invito a partecipare a questo evento.</p>
<p>Un ringraziamento va anche al pubblico presente che nonostante le partite di calcio in tv, l&#8217;orario non facilmente accessibile per tutti e la stanchezza di una giornata di lavoro sulle spalle ha deciso di partecipare.</p>
<p>Grazie agli amici che nonstante i mille impegni e l&#8217;agenda fitta di appuntamenti non cessano di farci sentire il loro sostegno spronandoci ad andare avanti (chi ha orecchi per intendere intenda&#8230;).</p>
<p>Grazie anche agli sponsor della serata: Azienda Vitvinicola Lamoretti, Azienda Agricola &#8220;Gola mi fa&#8221; di Lino Fattori, Prosciutto &#038; Vino da Alo, Laboratorio d&#8217;Arte Terra ed Oro di Adele Groppi, MF Labs di Mirco Ferrari (si, questa volta mi ringrazio da solo) che hanno offerto l&#8217;aperitivo finale presentando i propri prodotti e servizi ai partecipanti.</p>
<p>Dicono che non bisognerebbe mai scrivere &#8220;a caldo&#8221; le proprie impressioni su fatti/eventi/incontri ma questa sera ci andava così. Non ci resta che darvi appuntamento alla <a href="http://www.langhiranovalley.it/settimana_cultura_2010.php">seconda serata</a> in programma venerdì 23 aprile 2010!</p>
<p>Buona notte! </p>
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		<title>Presepe 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;un pò in ritardo ma eccovi alcune immagini del mio presepe 2009!</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2YnzzTkRcx0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2YnzzTkRcx0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
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		<title>Web squared: evoluzioni del web</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 11:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi consiglio di leggere l&#8217;interessante articolo disponibile qui per avere una vaga percezione della direzione verso la quale sta evolvendo il web dopo la rivoluzione del web 2.0. Il web semantico, da alcuni indicato come web 3.0, non è forse pienamente rappresentativo per indicare ciò che realmente ci aspetta e che il guru Tim O&#8217;Reilly, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi consiglio di leggere l&#8217;interessante <a href="http://www.web2summit.com/web2009/public/schedule/detail/10194">articolo disponibile qui</a> per avere una vaga percezione della direzione verso la quale sta evolvendo il web dopo la rivoluzione del web 2.0. </p>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico">web semantico</a>, da alcuni indicato come web 3.0, non è forse pienamente rappresentativo per indicare ciò che realmente ci aspetta e che il guru Tim O&#8217;Reilly, già ideatore del termine web 2.0, ha definito come  &#8220;web al quadrato&#8221;. </p>
<p>Già da tempo in rete si parla di &#8220;internet delle cose&#8221; (a tal proposito vi consiglio di dare un&#8217;occhiata <a href="http://www.webofthings.com/">a questo sito</a>) per indicare una rete dove ad essere interconnessi non sono soltanto i tradizionali computer ma anche una serie di dispositivi muniti di sensori in grado di leggere ed inviare informazioni in rete. Non stiamo parlando soltanto di smartphone e cellulari evoluti ma più in generale di oggetti dotati o meno di una propria capacità computazione ed interconnessi in rete in grado di inviare (se intelligenti) o di fornire (se passivi come alcuni tag Rfid) informazioni e dati da condividere.</p>
<p>Siamo alle porte di una nuova era nella quale il web si arricchirà non soltanto dei contenuti inviati dagli utenti (testo, foto, video) ma anche di informazioni provenienti da sensori evoluti in grado di garantirci l&#8217;accesso ad un quantitativo di informazioni ancora superiore. Applicazioni, sino a poco tempo fa, di esclusiva competenza militare e note con il termine di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Realtà_aumentata">realtà aumentata&#8221;</a> diventeranno di pubblico dominio aprendo scenari fino ad oggi inimmaginabili.</p>
<p>Non resta quindi che dare libero sfogo alla propria fantasia ed iniziare a pensare alle infinite possibilità che ci sono offerte da questi nuovi scenari. Come in ogni epoca di rivoluzione le cose da fare sono tante e le possibilità che si vengono a creare numerosissime. Tocca a noi saperle sfruttare per il bene comune e per una crescita sia personale che collettiva. </p>
<p>Da sviluppatore di software non vi nascondo di sentirmi eccitato nel pensare alle tante applicazioni che aspettano di essere pensate, ideate e create per sfruttare queste nuove tecnologie. </p>
<p>Aspetto i vostri commenti e le vostre riflessioni augurandovi nel frattempo un buon lavoro!</p>
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		<title>L&#8217;open-source non fa più paura?</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 22:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Software]]></category>
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		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Colgo con piacere, anche se un pò in ritardo, lo spunto di riflessione proposto dall&#8217;amico Andrea che mi ha segnalato questo articolo per fare alcune considerazioni. Premetto che giudicare certe scelte messe a punto da grandi aziende non è cosa facile e sicuramente soltanto il futuro permetterà di valutare la validità di strategie decisionali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colgo con piacere, anche se un pò in ritardo, lo spunto di riflessione proposto dall&#8217;amico <a href="http://andreaferrari.wordpress.com">Andrea</a> che mi ha segnalato <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA39755/grand_central_dispatch_diventa_open_source.shtml">questo articolo</a> per fare alcune considerazioni. </p>
<p>Premetto che giudicare certe scelte messe a punto da grandi aziende non è cosa facile e sicuramente soltanto il futuro permetterà di valutare la validità di strategie decisionali di questa portata. Di certo posso dire che da neo mac-user ho accolto con particolare entusiasmo l&#8217;apertura di un&#8217;azienda come Apple verso il mondo e la filosofia open-source. Rilasciare sotto licenza Apache 2.0 una tecnologia ritenuta strategica e fondamentale nelle politiche sia tecnologiche che di marketing per l&#8217;azienda è indubbiamente sinonimo di coraggio e di apertura verso un certo modus operandi che si discosta dai tradizionali schemi proprietari e chiusi a cui siamo abituati. Ci troviamo in una fase evolutiva del mercato IT in cui il bisogno di avere una community di sviluppatori affezionati, preparati e desiderosi di mettersi in mostra diventa ancora più importante del &#8220;segreto industriale&#8221;. Apple sa benissimo che aprire una tecnologia innovativa come GCD (General Central Dispatch) ai gruppi di sviluppatori open source (ma più in generale a qualunque sviluppatore software) non può che portare grandi benefici. Non credo infatti che tale scelta non sia stata presa alla leggera senza un&#8217;accurata valutazione dei possibili benefici a fronte dei rischi. </p>
<p>Le comunità di sviluppatori inizieranno a creare software ad hoc in grado di sfruttare al meglio la GCD e mi sembra inutile dire che più software esiste in commercio in grado di sfruttare una certa tecnologia e più il successo della stessa è assicurato e garantito. Comprereste mai una console se questa non offrisse giochi interessanti oppure un computer  o un sistema operativo innovativo e all&#8217;avanguardia se non esistesse nessun software di pubblica utilità in grado di girare su queste piattaforme?</p>
<p>Ci troviamo in un momento in cui, nel mercato tecnologico in generale, esiste una grande e profonda competizione e concorrenza. Ci sono grandi aziende e grandi nomi che cercando a ritmi serrati di spartirsi il mercato e nessuno sembra intenzionato a cedere terreno agli avversari. BigG (così amo chiamare Google) continua ad invadere con sempre maggior determinazione gli ambiti di competenza degli avversari e da &#8220;semplice&#8221; (si fa per dire) motore di ricerca sta arrivando a produrre il proprio sistema operativo ed un proprio linguaggio di programmazione senza considerare il crescente numero di strumenti di sviluppo messi a disposizione degli sviluppatori. Recentemente Google si è affacciata sul mondo mobile rilasciando Android, un sistema operativo e annesso sdk di sviluppo per cellulari di nuova generazione. Nessun può impedire che domani inizi a produrre propri dispositivi e propri personal computer. La &#8220;guerra&#8221; tra Microsoft e Apple è tutt&#8217;altro che terminata e sempre di più la sopravvivenza di un&#8217;azienda si gioca sul filo del rasoio bruciando i tempi di sviluppo e realizzazione degli avversari. Non bastano più i dipendenti delle aziende stesse ma c&#8217;è sempre più bisogno di avere una mano da tutti quegli sviluppatori indipendenti, appassionati e fortemente competenti che mossi da una grande passione possono decretare o meno il successo di una tecnologia, a patto che questa venga loro messa a totale disposizione. Ecco il motivo fondante, a mio parere, di un&#8217;apertura da parte di un&#8217;azienda storicamente proprietaria come Apple verso il mondo open source. Poco tempo fa una cosa analoga è successa a Sun Microsystem che ha &#8220;aperto&#8221;, dopo diverse pressioni da parte della comunità open, il codice di Java. </p>
<p>C&#8217;è allora da chiedersi se è l&#8217;open source a non fare più paura oppure se le aziende, sotto forte pressione, si vedono costrette a ricorrere ad aperture di questo tipo per far fronte alle sempre più esigenti e pressanti richieste di mercato. Qualunque sia la risposta è chiaro che siamo di fronte ad una rivoluzione mentale e culturale in grado di portare, a mio avviso, grandi benefici a tutti, dallo studente (ricordo con immenso piacere il programma open source su cui ho lavorato durante la tesi e del quale ho potuto leggere, studiare e modificare il sorgente), al professionista, all&#8217;azienda stessa per arrivare infine all&#8217;utente finale che più di tutti può guadagnarci in termini di numero e qualità di applicazioni disponibili.   </p>
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		<title>Office 2010 sarà disponibile anche online</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 21:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Software]]></category>
		<category><![CDATA[applicazioni web oriented]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ultime ore sta circolando in rete la notizia, diffusa dai vertici della Microsoft durante una fiera di settore, che Office 2010, la prossima release della nota suite per ufficio della casa di Redmond, sarà fruibile anche online, gratuitamente. Forse è proprio quest&#8217;ultimo aspetto a sorprendere e sbalordire più di tutti. La nuova versione di Office quindi, che sarà disponibile entro il primo semestre del prossimo anno, sarà quindi utilizzabile online, proprio come accade per la corrispondente suite creata da Google, denominata Google Docs, che permette in modo semplice ed intuitivo di creare documenti di testo, presentazioni, fogli di calcolo, condividendo comodamente il lavoro con i propri collaboratori attraverso l&#8217;utilizzo del solo browser.</p>
<p>Si tratta molto probabilmente di una scelta obbligata che Microsoft ha dovuto affrontare per rispondere colpo su colpo alla spietata e dura concorrenza messa in atto da Google, che dopo aver creato un suo proprio browser, Chrome, proprio nei giorni scorsi ha annunciato di avere in cantiere un proprio sistema operativo, particolarmente leggero e web based, pensato in particolare per i netbook, la nuova frontiera del portable computing. Certo che gli introiti generati dalla vendita di Office dovranno in qualche modo essere compensati attraverso altri canali. C&#8217;è chi sostiene che a colmare questo buco nel budget sarà la pubblicità online, presente nelle pagine di office 2010 Online, e che ormai, sempre più, sembra essere una delle principali forme di sostentamento economico di moltissimi progetti commerciali e non. </p>
<p>Molto probabilmente, in questo modo, Microsoft riuscirà a guadagnare anche da utenti che, in altre condizioni avrebbero fatto uso solo di copie pirata di Office e che, utilizzandolo online gratuitamente, andranno ad alimentare la grande macchina degli advertising.</p>
<p>Certo è che questo clima di forte competizione sta alterando in modo forte e marcato tante dinamiche che per anni sono rimaste fisse e statiche, tanto da divenire quasi elementi immutabili nel panorama del software. Chi avrebbe detto o pensato solo qualche anno fa che Office sarebbe diventato gratuito?</p>
<p>Sempre più poi, il browser diventa il contenitore ideale all&#8217;interno del quale possiamo utilizzare le applicazioni più svariate di produttività e svago, dai pacchetti specifici per ufficio ai videogiochi.  </p>
<p>Insomma, il panorama è più in evoluzione che mai e le prospettive presentate dal web diventano di giorno in giorno sempre più affascinanti e stimolanti, sia per gli end user che per chi, come me, ogni giorno è impegnato in prima linea nello sviluppo di applicazioni web oriented.</p>
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		<title>MacBook</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 21:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene si, anche io, ora, da una settimana esatta, ho il mio MacBook! Come poteva essere diversamente? Come avrebbe potuto la mia passione innata e sfrenata per l&#8217;informatica, la tecnologia, l&#8217;innovazione trovare pace senza annoverare un gioiello così prezioso tra le macchine della mia collezione? Purtroppo l&#8217;eccessivo carico di lavoro non mi ha ancora permesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, anche io, ora, da una settimana esatta, ho il mio MacBook! Come poteva essere diversamente? Come avrebbe potuto la mia passione innata e sfrenata per l&#8217;informatica, la tecnologia, l&#8217;innovazione trovare pace senza annoverare un gioiello così prezioso tra le macchine della mia collezione?</p>
<p>Purtroppo l&#8217;eccessivo carico di lavoro non mi ha ancora permesso di scoprirne appieno tutte le funzionalità e le caratteristiche ma di certo, sin dal primo momento, questo piccolo portatile targato Apple non ha smentito le aspettative, lasciandomi sorpreso e stupito sin dalle operazioni di unboxing! Anche la confezione infatti è curata nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso e nella sua semplicità è in grado di lasciare l&#8217;utente a bocca aperta, sorprendendolo con quell&#8217;eleganza e quello stile tipiche della &#8220;mela morsicata&#8221;.</p>
<p>Ed ora&#8230;nel silenzio della notte, inizio ad esplorarne le caratteristiche e le potenzialità, rimandando ai prossimi giorni altre novità, impressioni e sensazioni!</p>
<p><img src="http://www.mircoferrari.it/immagini/foto_mac.jpg" alt="Foto MacBook" /></p>
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		<title>Un videogioco per un sorriso&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 08:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Games e fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[aesvi]]></category>
		<category><![CDATA[console]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative di solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ultime settimane tantissime associazioni e gruppi si stanno dando da fare per aiutare e soccorrere le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dello scorso aprile. Si tratta di una gara di solidarietà che mostra uno spaccato d&#8217;Italia veramente sorprendente, un&#8217;Italia fatta di uomini e donne pronti a mettersi in gioco per aiutare gli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ultime settimane tantissime associazioni e gruppi si stanno dando da fare per aiutare e soccorrere le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dello scorso aprile. Si tratta di una gara di solidarietà che mostra uno spaccato d&#8217;Italia veramente sorprendente, un&#8217;Italia fatta di uomini e donne pronti a mettersi in gioco per aiutare gli altri e disposti a sacrificare qualcosa di proprio del regalare anche solo un sorriso. L&#8217;Abruzzo ha indubbiamente bisogno di soldi per poter ricominciare, per poter iniziare a ricostruire una terra totalmente devastata dal sisma. La paura però, l&#8217;angoscia che molto probabilmente alberga nel cuore dei bimbi (ma forse anche degli adulti) nel silenzio della notte non si elimina con i soldi. Ecco allora l&#8217;importanza di riuscire a regalare a tutte le persone vittime di questo dramma nazionale un sorriso e qualche istante di serenità e di &#8220;spensieratezza&#8221;. </p>
<p>In questa direzione si colloca la bellissima iniziativa dell&#8217;<a href="http://www.aesvi.it">AESVI</a> (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) che il 1 maggio si è recata nelle zone colpite dal sisma per consegnare un &#8220;dono particolare&#8221; ai bambini. Come si legge da un <a href="http://www.aesvi.it/cms/view.php?cms_pk=879&#038;dir_pk=902">comunicato stampa</a> sul loro sito internet:</p>
<blockquote><p> maggio 2009 – AESVI, Associazione Editori Software Videoludico Italiana, organizza una raccolta di console e videogiochi da donare ai bambini delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo.</p>
<div id="attachment_127" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://www.mircoferrari.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/aesvi_gtragazzi-300x225.jpg" alt="AESVI consegna doni bambini Abruzzo" title="aesvi_gtragazzi" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-127" /><p class="wp-caption-text">AESVI consegna doni bambini Abruzzo</p></div>
<p>Con il supporto di tutte le società associate, AESVI raccoglie oltre 40 console, tra fisse e portatili, e più di 800 videogiochi. Il materiale raccolto viene suddiviso equamente in nove pacchi distribuiti in altrettante tendopoli della provincia de l’Aquila, individuate con l’aiuto della Protezione Civile sulla base del numero di bambini presenti e del sufficiente approvvigionamento di energia elettrica.</p>
<p>Venerdì 1 maggio AESVI e tutta la redazione del GT Ragazzi – il telegiornale dei piccoli di Rai 3 – si recano in Abruzzo per consegnare nelle mani della Protezione Civile e dei bambini il materiale raccolto. Al servizio/documentario sul viaggio tra le tendopoli viene dedicata la puntata del GT Ragazzi in onda il 4 maggio 2009.
</p></blockquote>
<p>Complimenti a tutto lo staff di AESVI per questa bellissima iniziativa, veramente degna di nota e di segnalazione. </p>
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