Presepe 2009
…un pò in ritardo ma eccovi alcune immagini del mio presepe 2009!
…un pò in ritardo ma eccovi alcune immagini del mio presepe 2009!
Vi consiglio di leggere l’interessante articolo disponibile qui per avere una vaga percezione della direzione verso la quale sta evolvendo il web dopo la rivoluzione del web 2.0.
Il web semantico, da alcuni indicato come web 3.0, non è forse pienamente rappresentativo per indicare ciò che realmente ci aspetta e che il guru Tim O’Reilly, già ideatore del termine web 2.0, ha definito come “web al quadrato”.
Già da tempo in rete si parla di “internet delle cose” (a tal proposito vi consiglio di dare un’occhiata a questo sito) per indicare una rete dove ad essere interconnessi non sono soltanto i tradizionali computer ma anche una serie di dispositivi muniti di sensori in grado di leggere ed inviare informazioni in rete. Non stiamo parlando soltanto di smartphone e cellulari evoluti ma più in generale di oggetti dotati o meno di una propria capacità computazione ed interconnessi in rete in grado di inviare (se intelligenti) o di fornire (se passivi come alcuni tag Rfid) informazioni e dati da condividere.
Siamo alle porte di una nuova era nella quale il web si arricchirà non soltanto dei contenuti inviati dagli utenti (testo, foto, video) ma anche di informazioni provenienti da sensori evoluti in grado di garantirci l’accesso ad un quantitativo di informazioni ancora superiore. Applicazioni, sino a poco tempo fa, di esclusiva competenza militare e note con il termine di “realtà aumentata” diventeranno di pubblico dominio aprendo scenari fino ad oggi inimmaginabili.
Non resta quindi che dare libero sfogo alla propria fantasia ed iniziare a pensare alle infinite possibilità che ci sono offerte da questi nuovi scenari. Come in ogni epoca di rivoluzione le cose da fare sono tante e le possibilità che si vengono a creare numerosissime. Tocca a noi saperle sfruttare per il bene comune e per una crescita sia personale che collettiva.
Da sviluppatore di software non vi nascondo di sentirmi eccitato nel pensare alle tante applicazioni che aspettano di essere pensate, ideate e create per sfruttare queste nuove tecnologie.
Aspetto i vostri commenti e le vostre riflessioni augurandovi nel frattempo un buon lavoro!
Colgo con piacere, anche se un pò in ritardo, lo spunto di riflessione proposto dall’amico Andrea che mi ha segnalato questo articolo per fare alcune considerazioni.
Premetto che giudicare certe scelte messe a punto da grandi aziende non è cosa facile e sicuramente soltanto il futuro permetterà di valutare la validità di strategie decisionali di questa portata. Di certo posso dire che da neo mac-user ho accolto con particolare entusiasmo l’apertura di un’azienda come Apple verso il mondo e la filosofia open-source. Rilasciare sotto licenza Apache 2.0 una tecnologia ritenuta strategica e fondamentale nelle politiche sia tecnologiche che di marketing per l’azienda è indubbiamente sinonimo di coraggio e di apertura verso un certo modus operandi che si discosta dai tradizionali schemi proprietari e chiusi a cui siamo abituati. Ci troviamo in una fase evolutiva del mercato IT in cui il bisogno di avere una community di sviluppatori affezionati, preparati e desiderosi di mettersi in mostra diventa ancora più importante del “segreto industriale”. Apple sa benissimo che aprire una tecnologia innovativa come GCD (General Central Dispatch) ai gruppi di sviluppatori open source (ma più in generale a qualunque sviluppatore software) non può che portare grandi benefici. Non credo infatti che tale scelta non sia stata presa alla leggera senza un’accurata valutazione dei possibili benefici a fronte dei rischi.
Le comunità di sviluppatori inizieranno a creare software ad hoc in grado di sfruttare al meglio la GCD e mi sembra inutile dire che più software esiste in commercio in grado di sfruttare una certa tecnologia e più il successo della stessa è assicurato e garantito. Comprereste mai una console se questa non offrisse giochi interessanti oppure un computer o un sistema operativo innovativo e all’avanguardia se non esistesse nessun software di pubblica utilità in grado di girare su queste piattaforme?
Ci troviamo in un momento in cui, nel mercato tecnologico in generale, esiste una grande e profonda competizione e concorrenza. Ci sono grandi aziende e grandi nomi che cercando a ritmi serrati di spartirsi il mercato e nessuno sembra intenzionato a cedere terreno agli avversari. BigG (così amo chiamare Google) continua ad invadere con sempre maggior determinazione gli ambiti di competenza degli avversari e da “semplice” (si fa per dire) motore di ricerca sta arrivando a produrre il proprio sistema operativo ed un proprio linguaggio di programmazione senza considerare il crescente numero di strumenti di sviluppo messi a disposizione degli sviluppatori. Recentemente Google si è affacciata sul mondo mobile rilasciando Android, un sistema operativo e annesso sdk di sviluppo per cellulari di nuova generazione. Nessun può impedire che domani inizi a produrre propri dispositivi e propri personal computer. La “guerra” tra Microsoft e Apple è tutt’altro che terminata e sempre di più la sopravvivenza di un’azienda si gioca sul filo del rasoio bruciando i tempi di sviluppo e realizzazione degli avversari. Non bastano più i dipendenti delle aziende stesse ma c’è sempre più bisogno di avere una mano da tutti quegli sviluppatori indipendenti, appassionati e fortemente competenti che mossi da una grande passione possono decretare o meno il successo di una tecnologia, a patto che questa venga loro messa a totale disposizione. Ecco il motivo fondante, a mio parere, di un’apertura da parte di un’azienda storicamente proprietaria come Apple verso il mondo open source. Poco tempo fa una cosa analoga è successa a Sun Microsystem che ha “aperto”, dopo diverse pressioni da parte della comunità open, il codice di Java.
C’è allora da chiedersi se è l’open source a non fare più paura oppure se le aziende, sotto forte pressione, si vedono costrette a ricorrere ad aperture di questo tipo per far fronte alle sempre più esigenti e pressanti richieste di mercato. Qualunque sia la risposta è chiaro che siamo di fronte ad una rivoluzione mentale e culturale in grado di portare, a mio avviso, grandi benefici a tutti, dallo studente (ricordo con immenso piacere il programma open source su cui ho lavorato durante la tesi e del quale ho potuto leggere, studiare e modificare il sorgente), al professionista, all’azienda stessa per arrivare infine all’utente finale che più di tutti può guadagnarci in termini di numero e qualità di applicazioni disponibili.
In queste ultime ore sta circolando in rete la notizia, diffusa dai vertici della Microsoft durante una fiera di settore, che Office 2010, la prossima release della nota suite per ufficio della casa di Redmond, sarà fruibile anche online, gratuitamente. Forse è proprio quest’ultimo aspetto a sorprendere e sbalordire più di tutti. La nuova versione di Office quindi, che sarà disponibile entro il primo semestre del prossimo anno, sarà quindi utilizzabile online, proprio come accade per la corrispondente suite creata da Google, denominata Google Docs, che permette in modo semplice ed intuitivo di creare documenti di testo, presentazioni, fogli di calcolo, condividendo comodamente il lavoro con i propri collaboratori attraverso l’utilizzo del solo browser.
Si tratta molto probabilmente di una scelta obbligata che Microsoft ha dovuto affrontare per rispondere colpo su colpo alla spietata e dura concorrenza messa in atto da Google, che dopo aver creato un suo proprio browser, Chrome, proprio nei giorni scorsi ha annunciato di avere in cantiere un proprio sistema operativo, particolarmente leggero e web based, pensato in particolare per i netbook, la nuova frontiera del portable computing. Certo che gli introiti generati dalla vendita di Office dovranno in qualche modo essere compensati attraverso altri canali. C’è chi sostiene che a colmare questo buco nel budget sarà la pubblicità online, presente nelle pagine di office 2010 Online, e che ormai, sempre più, sembra essere una delle principali forme di sostentamento economico di moltissimi progetti commerciali e non.
Molto probabilmente, in questo modo, Microsoft riuscirà a guadagnare anche da utenti che, in altre condizioni avrebbero fatto uso solo di copie pirata di Office e che, utilizzandolo online gratuitamente, andranno ad alimentare la grande macchina degli advertising.
Certo è che questo clima di forte competizione sta alterando in modo forte e marcato tante dinamiche che per anni sono rimaste fisse e statiche, tanto da divenire quasi elementi immutabili nel panorama del software. Chi avrebbe detto o pensato solo qualche anno fa che Office sarebbe diventato gratuito?
Sempre più poi, il browser diventa il contenitore ideale all’interno del quale possiamo utilizzare le applicazioni più svariate di produttività e svago, dai pacchetti specifici per ufficio ai videogiochi.
Insomma, il panorama è più in evoluzione che mai e le prospettive presentate dal web diventano di giorno in giorno sempre più affascinanti e stimolanti, sia per gli end user che per chi, come me, ogni giorno è impegnato in prima linea nello sviluppo di applicazioni web oriented.
Ebbene si, anche io, ora, da una settimana esatta, ho il mio MacBook! Come poteva essere diversamente? Come avrebbe potuto la mia passione innata e sfrenata per l’informatica, la tecnologia, l’innovazione trovare pace senza annoverare un gioiello così prezioso tra le macchine della mia collezione?
Purtroppo l’eccessivo carico di lavoro non mi ha ancora permesso di scoprirne appieno tutte le funzionalità e le caratteristiche ma di certo, sin dal primo momento, questo piccolo portatile targato Apple non ha smentito le aspettative, lasciandomi sorpreso e stupito sin dalle operazioni di unboxing! Anche la confezione infatti è curata nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso e nella sua semplicità è in grado di lasciare l’utente a bocca aperta, sorprendendolo con quell’eleganza e quello stile tipiche della “mela morsicata”.
Ed ora…nel silenzio della notte, inizio ad esplorarne le caratteristiche e le potenzialità, rimandando ai prossimi giorni altre novità, impressioni e sensazioni!

In queste ultime settimane tantissime associazioni e gruppi si stanno dando da fare per aiutare e soccorrere le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dello scorso aprile. Si tratta di una gara di solidarietà che mostra uno spaccato d’Italia veramente sorprendente, un’Italia fatta di uomini e donne pronti a mettersi in gioco per aiutare gli altri e disposti a sacrificare qualcosa di proprio del regalare anche solo un sorriso. L’Abruzzo ha indubbiamente bisogno di soldi per poter ricominciare, per poter iniziare a ricostruire una terra totalmente devastata dal sisma. La paura però, l’angoscia che molto probabilmente alberga nel cuore dei bimbi (ma forse anche degli adulti) nel silenzio della notte non si elimina con i soldi. Ecco allora l’importanza di riuscire a regalare a tutte le persone vittime di questo dramma nazionale un sorriso e qualche istante di serenità e di “spensieratezza”.
In questa direzione si colloca la bellissima iniziativa dell’AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) che il 1 maggio si è recata nelle zone colpite dal sisma per consegnare un “dono particolare” ai bambini. Come si legge da un comunicato stampa sul loro sito internet:
maggio 2009 – AESVI, Associazione Editori Software Videoludico Italiana, organizza una raccolta di console e videogiochi da donare ai bambini delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo.
AESVI consegna doni bambini Abruzzo
Con il supporto di tutte le società associate, AESVI raccoglie oltre 40 console, tra fisse e portatili, e più di 800 videogiochi. Il materiale raccolto viene suddiviso equamente in nove pacchi distribuiti in altrettante tendopoli della provincia de l’Aquila, individuate con l’aiuto della Protezione Civile sulla base del numero di bambini presenti e del sufficiente approvvigionamento di energia elettrica.
Venerdì 1 maggio AESVI e tutta la redazione del GT Ragazzi – il telegiornale dei piccoli di Rai 3 – si recano in Abruzzo per consegnare nelle mani della Protezione Civile e dei bambini il materiale raccolto. Al servizio/documentario sul viaggio tra le tendopoli viene dedicata la puntata del GT Ragazzi in onda il 4 maggio 2009.
Complimenti a tutto lo staff di AESVI per questa bellissima iniziativa, veramente degna di nota e di segnalazione.
E’ ormai trascorsa una settimana abbondante dai due eventi organizzati da LanghiranoValley.it in occasione della XI Settimana della Cultura. L’entusiasmo, l’euforia e le prime “passionali” impressioni possono ormai lasciare il posto ad un’analisi più sobria e filtrata da una razionale critica delle due serate.
Si è trattato di brevi seminari pensati appositamente per fare sensibilizzazione tecnologica. L’idea portante è stata quella di discutere del web, in particolar modo sulla sua evoluzione negli ultimi anni, e del fenomeno social network per comprendere le grandi possibilità nascoste dietro a questi strumenti. Naturalmente il tempo a disposizione non ha permesso di approfondire nessuno degli argomenti trattati ma l’obiettivo primario era proprio quello di lanciare degli spunti e di fornire degli stimoli che invogliassero poi i partecipanti ad intraprendere un cammino personale di approfondimento. La tecnologia è così, non la si può esaurire in una manciata di incontri o di lezioni, bisogna saperla cogliere ed imparare a conoscerla mossi dal desiderio di utilizzarla nel modo migliore e più corretto per crescere e migliorare.
Tenuto conto di queste considerazioni penso di poter stilare un bilancio positivo per entrambe le serate che hanno visto la partecipazione (media) di una trentina di persona per incontro. Pensando alle tematiche trattate e pensando anche alla location (Langhirano, diciamocelo, è un paese difficile da coinvolgere) posso ritenermi assolutamente soddisfatto.
Attraverso i diversi canali messi a disposizione sto anche raccogliendo diversi feedback, molto utili per capire che cosa i partecipanti si aspettassero e per valutare la possibilità o meno di ripetere questa esperienza in futuro proponendo altre tematiche simili. L’opinione dei partecipanti, principio cardine del web 2.0, è di fondamentale importanza, non solo quando è positiva ma anche quando critica in maniera costruttiva perchè in grado di fornire stimoli e riflessioni atte a migliorarci. Il fatto di aver raccolto per ora solo annotazioni positive pur facendomi molto piacere un pò mi preoccupa…è infatti impossibile che tutto sia andato alla perfezione!
La cosa che mi ha colpito molto è stato vedere come la discussione sugli argomenti trattati è poi proseguita tra alcuni dei partecipanti durante l’aperitivo conclusivo, a testimonianza dell’interesse generale e di come ci sia un terreno fertile per iniziare tutti insieme a costruire una più forte e radicata cultura del web.
Le presentazioni utilizzate durante i due incontri sono disponibili sia sul sito LanghiranoValley.it ai seguenti indirizzi:
21 aprile 2009 – “Web 2.0: Che cosa è cambiato nel web”
http://www.langhiranovalley.it/settimana_cultura_web20.pdf (8.3 mb)
24 aprile 2009 – “Social network: pericolo per la privacy o possibilità di business”
http://www.langhiranovalley.it/settimana_cultura_social_network.pdf (6.3 mb)
sia su Slideshare.com:
Un fortissimo ringraziamento va alle seguenti aziende affiliate che hanno sponsorizzato l’iniziativa offrendo l’aperitivo:
e all’Amministrazione Comunale di Langhirano per aver messo a disposizione la sala Polifunzionale di P.zza Ferrari 5.
Un grandissimo ringraziamento a tutti i partecipanti e alla mia dolcissima Laura, fedele collaboratrice e musa ispiratrice senza la quale tantissime idee non diventerebbero mai progetti concreti!
Alla prossima,
Mirco
Pochi minuti fa “sfogliando la rete” ho appreso la notizia dell’acquisizione da parte di Oracle, società leader nel campo dei sistemi dbms, di Sun Microsystems, l’azienda californiana di software e semiconduttori a tutti nota per aver creato il linguaggio di programmazione Java.
In rete si parla di un importo di 7.4 miliardi di dollari. Proprio nelle scorse settimane IBM aveva annunciato di aver “mollato la presa” decidendo di non proseguire nelle trattative di acquisto del colosso californiano.
Ed ora? Stupidamente mi chiedo che ne sarà del mio amato linguaggio Java e anche se razionalmente so che nulla cambierà (non credo sarebbe una buona strategia) un pò di timore e di incertezza di fondo rimango ed aleggiano intorno a me…
L’Italia ha devvero bisogno di uomini con questo spirito e con questo pensiero non solo per far fronte all’attuale situazione socio-economica ma più in generale per dare al nostro paese quel lustro e quello splendore che in passato ci ha sempre distinto e caratterizzato.
In occasione della prossima settimana della cultura, che si terrà dal 18 al 26 aprile 2009, ho deciso di organizzare, all’interno del progetto LanghiranoValley.it, due piccoli seminari gratuiti per parlare e discutere di web 2.0, social network ed innovazione tecnologica.
Vorrei dare inizio a quel processo di sensibilizzazione a cui da tempo sto pensando e che reputo ormai indispensabile per poter iniziare a fare un uso razionale ed efficiente dello strumento internet. La grande rete è oggi alla portata di tutti (tralasciando purtroppo chi ancora vive in zone geografiche afflitte dal digital divide) ed un numero crescente di persone la utilizza. Ciò che, a mio avviso, manca è una piena consapevolezza delle enormi potenzialità che questo strumento ci mette a disposizione. Per ottenerla e’ di fondamentale importanza comprenderne a fondo le origini e l’evoluzione degli ultimi anni.

L’iniziativa realizzata in collaborazione con MF Labs e con il patrocinio del Comune di Langhirano ha trovato anche l’approvazione di alcune aziende (Panil birra artigianale, Azienda Vitivinicola “La Bandina”, Prosciutto & Vino da Alo) del territorio, affiliate a LanghiranoValley.it, grazie alle quali al termine di ogni incontro verrà offerto ai partecipanti un aperitivo a base dei prodotti tipici della nostra terra.
Entrambi gli incontri si terranno in p.zza Ferrari, 5 a Langhirano presso la Sala Polifunzionale:
Web 2.0: cosa è cambiato nel web
Martedì 21 aprile 2009 – dalle 18:45 alle 20:00
Social Networl: pericolo per la privacy o possibilità di business?
Venerdì 24 aprile 2009 – dalle 18:45 alle 20:00
